Stefano Gattelli
17.09.26
Bologna
Iniziata nel 2012, la serie delle case volanti è una visione poetica di Parigi attraverso la quale l'autore interroga la sua epoca, riflessioni documentarie, estetiche e intime.
Chéhère isola gli edifici dal loro contesto urbano e li libera dall'anonimato della strada per raccontare la vita, i sogni e le speranze di chi li abita, spesso attraverso citazioni cinematografiche.
Non sono tanto le “case” ad interessare Chéhère ma le vite umane che le abitano.
“Se i muri potessero parlare”, scrive Marion Thierry nel testo critico che accompagna il catalogo, edito da Pazzini nel marzo 2023. Lo sguardo di Chéhère è capace di far risorgere
questi edifici della periferia parigina dalle loro macerie e di raccontare la commedia umana che vi si svolge all’interno. Da semplici contenitori essi si trasformano in luoghi
surreali, custodi di segreti e curiosità, ricchi di dettagli simbolici, metafore e citazioni, in quella che possiamo considerare una vera e propria dichiarazione d’amore per il cinema:
Jules Verne, Hayao Miyazaki, Albert Robida, Moebius, Robert Doisneau, Bruce Davidson, Wim Wenders, Federico Fellini, William Klein, Serge Gainsbourg, Jean Cocteau, Marcel
Carné ed altri ancora sono i rifermenti di Laurent Chéhère.
Amore, dramma, risate e lacrime, tutto alimenta la commedia umana. Chéhère se ne fa interprete fornendo sì qualche chiave di lettura, ma lasciando nel contempo ampia apertura
alla libera interpretazione.
A breve tutte le info e le immagini delle opere in esposizione