Lucca Matteo

scarica la scheda dell'autore

Matteo Lucca nasce nel 1980 a Forlì, dove vive e lavora.

leggi tutto

Si laurea in scultura all’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 2007.
La sua ricerca, che mira a stabilire un dialogo tra Uomo e Terra, si esprime attraverso materiali diversi. “La Terra è una casa accogliente da preservare senza lasciarsi troppo trascinare dagli slogan ecologisti e ambientalisti. Noi esseri umani siamo piccolissimi di fronte alla maestosità e potenza della Natura, la cui voce si perde tra le nostre frenesie, ossessioni ed egoismi. Per diversi aspetti questa riflessione mi ha condotto verso un’origine simbolica e archetipica legata ai materiali, ai significati.” Tra i diversi materiali utilizzati nel tempo, primo fra tutti la terracotta, trova ora ampio spazio un materiale del tutto insolito, quello che l’autore predilige, e che sta all’origine della sua recente ricerca artistica: il pane.

L’utilizzo del pane come medium nasce dall’idea di offrire il proprio corpo come nutrimento per gli altri, per il superamento del proprio ego: “Ho pensato quindi di realizzare un mio calco in terracotta, ho costruito un forno a legna e lì dentro ho iniziato a cucinare le mie figure di pane. Inizialmente volevo fossero opere da mangiare”.

Successivamente, esigenze espositive nell’ambito di contesti museali portano Matteo Lucca ad elaborare ulteriormente il materiale “pane” sottoponendolo ad una serie di processi chimici al fine di stabilizzarlo completamente, per renderlo resistente come una roccia, e destinato quindi a non essere consumato, ma a durare nel tempo.

Il pensiero di Matteo Lucca è in netta contrapposizione con la concezione ampiamente diffusa oggi nel considerare il corpo come accessorio da spettacolarizzare, da mercificare. Il superamento dell’ego e l’implicazione dell’offerta è ampiamente legata anche al tema della maternità e del femminile. Il forno è simbolicamente un ventre materno dentro il quale si genera la vita. Tutto il processo di panificazione, fin dall’antichità, è sempre stato attribuito alla donna, addirittura in certe società solo le donne potevano fare il pane perché solo loro hanno confidenza col dare la vita e con l’atto di nutrire.

L’autore sembra anteporre anche il processo di creazione al proprio ego, utilizzando questo insolito materiale in modo altrettanto insolito, ottenendo risultati sorprendenti: “Il mio approccio in questo lavoro è quello di essere una guida che interviene il minimo indispensabile: la mia funzione è quella di creare le condizioni affinché si inneschi un processo creativo e di pormi come accompagnatore di quell’evoluzione che è tendenzialmente autonoma. Il pane dentro allo stampo lievita e si cuoce, dove incontra la forma del corpo la calca, dove trova spazio fuoriesce e cresce liberamente seguendo un suo naturale processo di lievitazione. Il fuoco è l’elemento principale che dà vita a tutto questo. Il mio incontro con l’opera corrisponde alla rivelazione di qualcosa di sempre nuovo e sconosciuto, ma che mi è anche familiare e mi pone domande. A volte quell’incontro è profumato, mi porta in casa ed è denso di vita; altre volte mi porta a dover incontrare e accogliere qualcosa che mi turba. Penso che questo turbamento abbia a che fare con la fragilità. Sì, penso che l’uomo sia fragile ed è una ricchezza immensa. È quando la fragilità si manifesta che la bellezza si svela o trova la via per esprimersi. È in relazione alla fragilità e al senso di finitezza delle cose che cerchiamo di evolvere. Negare la fragilità significherebbe perdere una parte di noi che ci rende capaci di emozionarci e amare. Significherebbe negare una verità che ci rende autentici e umani. Quella fragilità vive nelle mie opere perché parlano di vita. Sta nelle crepe, nelle bruciature e nelle parti chiare, sta nelle parti mancanti e prese a morsi o consumate, nelle parti commestibili e non commestibili. Ritengo di avere grande rispetto per l’arte e l’essere umano, e di aver sempre mosso la mia ricerca artistica per soddisfare qualcosa di profondo”.

L’arte di Matteo Lucca è sacrale e rituale, un’arte primitiva e ancestrale che trasmette calore, da toccare con mano. Dare forma umana al pane significa raccontare l’essere umano attraverso l’insieme dei significati, storie e culture, di cui il pane si è fatto carico nel tempo.

chiudi

mostre collegate
2024 © Galleria Forni - all rights reserved -
P.I./C.F. IT00571770379 - R.E.A. BO-218946 Cookie Policy - Privacy Policy - Condizioni d'uso
T O P