LORENZO VITALI

Viaggio in Italia. My Inner Colors

LORENZO VITALI

Viaggio in Italia. My Inner Colors

08.11.25 - 02.12.25
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Sono cinque i cicli fotografici presi in esame in occasione di questa prima mostra personale di Lorenzo Vitali alla Galleria Forni, realizzati in diverse località italiane: The Ascent a Matera, Stone Tales in Valle d’Itria, Vanishing Venice a Venezia, They have gone nel basso Piave, Yellow gaze nel Chianti.

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Il linguaggio fotografico potrebbe definirsi “illustrativo”, tanto che l’obiettivo della fotocamera di Vitali sembra percorrere con lentezza la campagna o i centri urbani catturando quell’atmosfera incantata che si riconnette direttamente ad un magico mondo antico, in alcuni casi arcaico, dando vita ad un immaginario fuori dal tempo. Il punto di ripresa determina l’inquadratura, focalizzando l’attenzione ora sul terreno, la pavimentazione, ora sulle architetture o più raramente, sulla vegetazione. Sempre sotto un grande cielo dominante, spesso rappresentato da ampie campiture uniformi, realizzate in post-produzione.

Ciascuna serie è contraddistinta da un colore. L’aspetto cromatico gioca in effetti un ruolo fondamentale nella ricerca artistica di Vitali, è l’espressione del mood che un determinato luogo instilla nel suo animo, il suo “Inner Color”, come indica il sottotitolo della mostra e come Vitali stesso ama definirlo, il suo “colore interiore”, che trova spesso nel cielo la nota più evidente.
In alcuni casi si tratta di un colore pantone, piatto, uniforme, saturo, in netto contrasto con i volumi e i chiaroscuri del paesaggio rappresentato. In altri casi più trasparente, meno uniforme, rivela striature di nubi e rifrazioni, ma in ogni caso sempre giocato su diversi toni di un unico colore.

Ciascuna serie presenta peculiarità che, insieme al cielo, concorrono a caratterizzare l’identità del luogo. Gli elementi architettonici innanzitutto, quali tracce del passato, testimonianze dell’abilità fisica e cognitiva del genere umano di progredire e di creare il proprio habitat.

Ciò che si mantiene costante nei diversi cicli è una persistente ricerca finalizzata a tradurre in immagini il “senso” dei luoghi ripresi, ciò che più intimamente li caratterizza, il genius loci.


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BASSO PIAVE - THEY HAVE GONE (2023) Paesaggi di pianura caratterizzati dalla presenza di un particolare tipo di architettura, le case coloniche, che si diffusero come modello costruttivo fra il 1880 e il 1935 con la funzione di fornire un’abitazione ai braccianti che lavoravano con contratti di mezzadria. Attraverso i suoi scatti l’autore intende restituire nuova vita a questi edifici apparentemente “dimenticati”, cogliendone la ritrosa poeticità. Vite passate s’intuiscono all’interno ed intorno a questi monumenti di una realtà contadina, ormai estinta. Dinosauri di pietra marcano il territorio, quasi un monito a non scordare chi qui ha gioito, sofferto e lavorato duramente e operosamente.

MATERA - THE ASCENT (l’ascesa) (2021)
Immagini realizzate tra Sasso Caveoso e Sasso Barisano, due profonde depressioni a forma di cono rovesciato che ospitano da tempi remoti strutture abitative. Dopo l’immersione nelle profondità dei Sassi, risalirne significa ritrovare la luce e percepire gli spazi in maniera differente, più ampi di quanto essi siano realmente. Il lungo percorso di risalita, disseminato di piccoli slarghi e vicoli, offre alla vista scenari sorprendenti: affacci improvvisi, luci accecanti, ombre imponenti, suggestivi scorci. Ovunque si percepisce la matericità del tufo.

CHIANTI – YELLOW GAZE (2025)
Sotto un cielo assolato, tra le colline che contornano i borghi di Gaiole e Radda, i filari di viti si alternano ai querceti e all’onnipresente cipresso, tra luci calde ed accoglienti e aperture di cielo improvvise. Le tipiche case coloniche appaiono, sorprendendoci, dietro una curva o in cima ad una collina. Questi solidi edifici sono spesso caratterizzati da una torretta colombaia ed iniziarono dal XIII secolo a connotare sempre più il paesaggio di queste zone. Sono testimonianza secolare della mezzadria ma, a differenza di quanto accaduto in altre regioni, mantengono tuttora una funzione abitativa che le preserva dal degrado.

VALLE D’ITRIA - STONE TALES (2025)
Realizzato in quella depressione carsica che si estende tra le province di Bari, Brindisi e Taranto, il progetto mostra in una dimensione fiabesca la sopravvivenza di siti abitativi molto antichi che rivivono con prepotenza nel paesaggio e nel presente. I complessi di trulli, costruiti con pietra locale e risalenti al Medioevo si installano su antichissimi insediamenti umani e ricordano le forme delle tombe preistoriche. Le masserie, per lo più sei-settecentesche, si caratterizzano nel paesaggio per semplicità delle forme, per imponenza dei volumi e per il biancore accecante dell’intonaco o della pietra cruda, che costituisce il leitmotiv di molte immagini.

VENEZIA - VANISHING VENICE (2024)
Nelle architetture di questa seducente città convivono stili diversi: bizantino, gotico, rinascimentale, barocco. Un’atmosfera nebbiosa definisce come l’identità stilistica originaria sfumi in altre forme attraverso una stratificazione architettonica additiva, trasfigurando i lineamenti delle architetture e definendo nuove identità. Antichi palazzi o case modeste convivono in un unico insieme armonico e vitale. Il linguaggio fotografico suggerisce una visione incantata, fluida, e sfumata che ci porta quasi nell’irrealtà. In questa irripetibile città, i luoghi e le prospettive sembrano infiniti e sempre diversi, eppure percorrendola si ha la sensazione di non poter essere altrove che a Venezia.

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Lorenzo Vitali nasce nel 1953 a Milano, dove vive e lavora.

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tutte le opere esposte sono nel formato cm. 40x60
ciascun soggetto è realizzato in una edizione di 9 esemplari
stampa Fine Art su carta Hahnemuhle incorniciata con vetro museale antiriflesso


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