Stefano Gattelli
17.09.26
Bologna
Il progetto di L'orMa (Lorenzo Mariani) riflette sulla solitudine nell’era contemporanea.
Blocchi bianchi, puliti, quasi asettici, evocano ordine e modularità, ma anche blocchi psicologici e personali, spazi in cui ci si sente contenuti e vincolati.
Il termine Block richiama i blocchi di marmo pregiato degli Studi d’Arte Carrara da cui nascono le sculture dei conigli, realizzate completamente a mano dall’autore, recuperando resti di lavorazioni precedenti. Il marmo residuo viene quindi trasformato in opere uniche, unendo attenzione al recupero, cura artigianale e rispetto per il materiale.
L’opera è concepita come partecipativa: di fronte ai blocks, l’ipotetico acquirente sceglie un coniglio come in un negozio d’animali, orientandosi verso quello che più lo rispecchia. Potrà assegnargli un nome, che diverrà il titolo ufficiale della scultura, trasformando così la scelta in un gesto personale e intimo a completamento dell’opera.
Ciascuna scultura in marmo ha il proprio originale in terracotta.
Le sculture in terracotta sono esposte presso
. Galleria Forni via Farini 26/F
. Gioielleria Cristian Defranchi via Drapperie 5/2
per tutta la durata di Arte Fiera 2026
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Con il ciclo pittorico When in May, Giovanni Mercatelli attraversa i mesi caldi come una stagione di esercizio e sospensione. Maggio diventa un punto d’origine — un tempo di luce, di fioriture improvvise, di colori che si inseguono sulla tela come echi di una primavera interiore. La pittura a olio, lenta e paziente, impone attesa e contemplazione. È un processo di metamorfosi continua, in cui la vitalità dei toni accesi si scontra con il bisogno di contenimento, di struttura, di silenzio.
Su questa luminosità calano però velature di nero trasparente — eleganti, inquietanti — che attenuano senza spegnere, come ombre stese su un giorno ancora vivo. Il nero diventa controcanto, memoria, pausa: ridefinisce lo spazio e restituisce profondità. Tra griglie e forme emergono lampade, cavalieri, pesci e piccoli personaggi ritagliati da fotografie d’epoca — frammenti di vite che riaffiorano dall’oscurità del colore. In questa tensione tra luce e ombra, When in May si dispiega come una stagione interiore: un tempo di disciplina e malinconia, in cui la pittura diventa un esercizio di equilibrio tra la gioia della fioritura e la grazia del suo svanire.