Perrone Lorenzo

Lorenzo Perrone nasce a Milano dove frequenta la “Scuola del Libro” dell’Umanitaria e quella di Pittura del “Castello Sforzesco”; trasferitosi a New York, segue i corsi di grafica e cinema alla “New School” e alla “School of Visual Arts”.

La sua vita professionale si sviluppa nel campo della creatività, della grafica e della comunicazione in Europa ed in America, tra Milano, Londra e New York. La sua personalità poliedrica lo spinge a dipingere, a scrivere storie per il cinema, girare video, fare fotografie seriali, progettare libri, ovvero trasferire la sua eclettica esperienza artistica dentro un rettangolo.

Dal 2000 crea “ossessivamente” i LibriBianchi. Le sue candide sculture sono esposte in importanti gallerie in Italia e all’estero e le sue installazioni Site-specific, trovano anche una felice collocazione in eventi culturali legati al mondo dell’Editoria, di biblioteche, librerie e musei.

Vive tra Milano e Firenze.

Libri Bianchi"sono libri veri sui quali Perrone infierisce con acqua, colla e gesso, spogliandoli del loro contenuto e ottenendo così un oggetto disanimato, una materia prima. A questo punto, il contenuto semantico del libro è sparito, ma la forma inequivocabile dell’oggetto è rimasta intatta e l’artista interviene su di essa con vari materiali e vernice necessariamente bianca. Il bianco ci costringe all’attenzione, alla riflessione, ci porta a tempi lunghi, attutisce i rumori e i colori, lima le bave dei sensi.  Si opera così uno spostamento della percezione dalla dimensione semantica a quella simbolica, e questa riconfigurazione è spesso affidata alla composizione tra il libro ed oggetti apparentemente estranei. Il volume viene plasmato, aperto e traslato verso un accentuato simbolismo in cui le suggestioni tattili e sensoriali si amplificano, come le associazioni tra segni e immaginari differenti. Il linguaggio diviene allora quello delle superfici, delle pieghe, dei volumi, dei vuoti e dei pieni, dei prolungamenti e degli innesti che trasformano il libro in scultura. Alla fine, liberate dal peso delle parole, le pagine diventano ancora più eloquenti e il “LibroBianco”, nel suo immobile candore grida in silenzio per essere letto altrimenti." (Lorenzo Perrone)

 

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