Liberatori Loris

Loris Liberatori nasce a la Spezia nel 1958. Vive e lavora a Roma e a Vignanello, nella Tuscia viterbese.

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Loris Liberatori ha cominciato a dipingere giovanissimo, a soli 14 anni la sua prima mostra, dedicandosi ad una carriera ininterrottamente condotta in campo artistico; gli studi di storia dell’arte al San Matteo, l’Università di Pisa, e una specializzazione post-universitaria nell’insegnamento psicopedagogico dell’École d’art Martenot di Parigi, un particolare metodo d’insegnamento che ha il compito di sviluppare la creatività nei bambini e di risvegliare le capacità artistiche negli adulti. Una scuola per bambini e adulti che Liberatori dirige a Roma, dove risiede da quasi trent'anni.

Loris Liberatori da anni conduce la sua ricerca sul mondo liquido e gli straordinari effetti di luce che produce. Un impegno sottolineato da nuove opere che coniugano pittura e tecnologia: tele dipinte, retroilluminate, che rivelano inaspettati effetti chiaroscurali, vere e proprie “scatole di luce in movimento”, un inno alla natura, esposte per la prima volta a Bologna nel gennaio del 2019, in occasione della sua terza mostra personale alla Galleria Forni.

“Sono nato a La Spezia, davanti al mare. Ma l’acqua per me è un pretesto per raccontare l’energia che ci circonda e che ci dà la vita. È un modo per riportare l’attenzione sull’assoluta necessità di difenderla e rispettarla”.
Un impegno che lo ha portato in giro per il mondo, ha rappresentato l’Italia con una mostra a Strasburgo al Consiglio d’Europa nell’Anno Internazionale dell’Acqua, ha fatto da ambasciatore del Mediterraneo in Australia, su invito degli istituti italiani di cultura di Sydney, Canberra e Melbourne. Le sue onde raccontano la forza creativa, ma rappresentano anche le onde magnetiche che attraggono e respingono gli esseri umani, la comunicazione.

“LIGHT”, la luce risplende nelle grandi tele in esposizione ed è questa luminosità che Liberatori ambisce a raffigurare. Una sfida pittorica che si concretizza nel gesto, nell’espressione della materia, nel colore, con la finalità di evocare forme e sensazioni. L’aspetto formale acquisisce importanza soprattutto con i grandi formati, sui quali l'autore predilige lavorare, sebbene frammentati in più tele, come polittici medievali. L’immagine è spezzata e si offre allo spettatore come una composizione di finestre dalle quali è possibile ammirare lo spettacolo della natura. Una natura che si riflette nei corsi d’acqua e nei laghi, dall’Oasi di Ninfa ai più famosi giardini del mondo.
“Ogni frammento è un’opera a sé, informale, ma accostato agli altri racconta una storia. Il figurativo e l’astratto si possono incontrare nel ritorno alla buona pittura”.

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